Paccheri trafilati al bronzo con pomodorini, melanzane e calamari - La visione di Donatella

Paccheri trafilati al bronzo con pomodorini, melanzane e calamari - La visione di Donatella

"Invitare qualcuno a pranzo significa occuparsi della sua felicità

finché sarà sotto il nostro tetto”

(Anthelme Brillat-Savarin)

Tornando a casa, attratta dalla nuova vetrina della mia botteguccia di fiducia, non ho potuto resistere ed ho comprato un pacco di “Paccheri trafilati al bronzo” per onorare al meglio i miei ospiti.

I paccheri trafilati al bronzo, chiamati anche schiaffoni, sono fatti con acqua e semola di grano duro.

La pasta si presenta con una colorazione opaca, dalla grossa consistenza e risulta grinzosa, pertanto, trattiene al meglio i condimenti grazie alla particolare realizzazione della trafila al bronzo che permette una essiccazione in tempi lunghi e a basso grado di calore, facilitando il mantenimento dei minerali e delle vitamine, ed è questo processo che la rende amabile e allo stesso tempo la differenzia dalla comune pasta secca per gusto e fragranza.

Per conquistare i miei ospiti, anche quelli più esigenti, ho preparato per loro “Paccheri trafilati al bronzo con pomodorini, melanzane e calamari”.

La ricetta:

Per cominciare bisogna lavare e privare la melanzana dell’acqua di vegetazione che la rende amarognola. Si taglia la melanzana in cubetti di pari dimensione per ottenere una cottura uniforme. Si adagiano i cubetti di melanzana in una coppa, si aggiunge del sale grosso e si dispone un peso sopra.

Nel frattempo vanno lavati e tagliati i pomodorini, (scegliendo a piacere a seconda dei gusti tra pomodorini datterini per un sapore leggermente dolce o ciliegini per un gusto più intenso), per chi non ama la buccia, si può optare per della passata di pomodoro.

Si procede tritando uno scalogno e del peperoncino.

Si lavano i calamari, (ricordando che di questo mollusco non si butta via nulla), si stacca la testa dal corpo e si privano dell’unica penna di cartilagine trasparente. (Se è presente la sacca di inchiostro è bene tenerla da parte al fine di utilizzarla in cucina). Tirate completamente la pelle e sciacquare nuovamente i molluschi sotto l’acqua corrente. Riprendere le teste precedentemente separate dal corpo, aiutandovi con un coltello incidere sotto gli occhi e privatele degli occhi, del dente e dei tentacoli. Infine, ridurre i calamari ad anelli.

Si prepara il sugo per i paccheri trafilati al bronzo, versando un filo d’olio extravergine d’oliva in una padella dal bordo alto (capace di contenere anche la pasta), aggiungere lo scalogno e il peperoncino, si fanno insaporire i primi ingredienti girando di tanto in tanto e attendendo che si dorino. Si aggiungo i calamari precedentemente puliti e tagliati, cosi che si scottino nell’olio caldo e si sfuma il tutto con del vino bianco (preferibilmente del malvasia profumato di Puglia).

In ultimo si aggiungo i pomodorini e si lascia cuocere il sugo per 20 minuti circa a fuoco basso, (la cottura dipende dalla grandezza dei calamari).

Nel frattempo si lavano sotto l’acqua corrente le melanzane precedentemente tagliate, si asciugano e si cucinano in abbondante olio caldo.

Nel frattempo che il sugo segua il proprio corso, si lessa in acqua abbondante precedentemente salata la pasta, mantenendola bene al dente. Scolare i paccheri (tenendo da parte un paio di mestoli dell’acqua di cottura) e adagiare la pasta sul sugo, così da terminare la cottura. Incorporare i tocchetti di melanzana e dare delle belle spadellate, aggiungendo di tanto in tanto e all’occorrenza un po’ di acqua di cottura.

In ultimo, non resterà che aggiungere una bella spolverata di prezzemolo tritato finemente.

Servite i paccheri trafilati al bronzo ancora caldi. Il piatto ideale, per i palati più raffinati è così pronto.

 

Consiglio:

-Si consiglia di abbinare un vino rosso primitivo, e provare anche la versione in bianco sostituendo lo scalogno con l’aglio.

-Se è presente la sacca di inchiostro, questa può essere usata per condire un ottimo risotto, aggiungendo il liquido nero durante la cottura e lasciare mantecare.

Posted on 02/12/2015 by Donatella Traetta Home, Blog 0 852

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